sabato 27 agosto 2011

Young Wrist – Fucked Up In the Head (Recensione)

Agrodolce e sgangherato umore d'indottrinamento twee pop incontra univocità stilistica in una delle voci più particolari e uniche della nostra penisola. Muri di eteree dissonanze elettriche a far vibrare il cuore in melodie estive che appartengono a coloro che amano la vita ma vogliono morire. Polsi giovani e dal fare poco lucido dove il cantato di Letizia in arte Marie Antoinette (reduce anche da un'ottima prova solista), nella sua forte caratterizzazione si spinge dalle parti di una sorta di Dolores O'Riordan in salsa acida. Accompagna Alberto e poi basta, che il duo si sa, ormai va di moda e un po' si vuol citare anche gruppi come The Vaselines e The Raveonettes. Gli Young Wrist vengono da Pesaro ed entrano a rigor di logica nella lotta al provincialismo della cosiddetta “scena” sorta nella provincia marchigiana. Secondo Ep dopo “We Were Young and Beatiful” (e come dar loro torto), “Fucked Up in The Head” mira con i suoi tre brani sbarazzini e unti da sensazioni lisergiche imbrattate di umori pop-noise, proprio a ciò che t'aspetti sin dal titolo. Ben venga farsi fottere il cervello a questo modo dunque, quando in apertura trovi un brano bagnato da una malinconia così vintage e allo stesso tempo immortale nello sfaldare ogni nostra certezza (“Carolina”). Il pop caramelloso, accarezzato dalla leggiadria e dal disincanto tipico di certa wave eighties, (“I Want to Die Young Cos' You're Always Wrong”) cede il passo a motivetti dal fare spigliato, (“Marry Me”) da ballare sotto la doccia o lasciar scorrere nella vasca da bagno una volta che il pensiero di tagliarsi i polsi viene scansato via dalla voglia di andare avanti, che riserva un finale da happy ending ma che in realtà è solo di facciata. Un lavoro dai toni decadenti che elargisce umori e sensazioni in pochi minuti di musica ben pensati e articolati, in un citazionismo che mai annoia o appare banale, strattonandoti dai tuoi pomeriggi sonnacchiosi fino al levar del sole quando è il dolore dell'anima ad infervorarsi e a spingerci alla ricerca di inni come questi...


Voto: ◆◆◆◆◇
Label: Autoproduzione



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