martedì 10 gennaio 2012

Chris Cornell - Songbook (Recensione)

Chris Cornell -  SongbookNessuno con un minimo di interesse per la musica è riuscito a scappare dal canticchiare, o da suonare se sa farlo, almeno una volta Black Hole Sun dei riuniti, almeno sulla carta, autorevoli Soudgarden. Dico canticchiare perchè è difficile eguagliare il timbro di voce, cosi potente ed esteso, di Chris Cornell, voce caratterizzante di ben venti anni di musica rock-grunge atraverso tre band, capostipite di Soundgarden, appunto, Audioslave e Temple of the Dog, dove quest'ultima vedeva la fusione della prima con membri dei Pearl Jam nel lontano inizio anni '90.
L'esperienza e la bravura quindi, necessaria per estrapolare da un tour e masterizzare un intero cd live, sembra esserci, ma la sensazione dopo il primo ascolto di tutti i 18 brani di Songbook è la stessa che avrebbe lasciato una demo di un cantante in giro per i pub irlandesi. Il paragone eccessivo è dettato dallo scarso impatto del cd, troppo lungo con tanti piccoli siparietti non musicali, tra un brano ed un altro, di Cornell che intrattiene il suo pubblico. Indubbiamente il tour dei concerti in giro per l'America con solo la chitarra acustica alla mano è stata una bella impresa e piacevole da seguire, ma risolta in cd non credo sia efficiente.
Le 18 canzoni vengono quindi tutte riarrangiate, avvolte anche troppo come nel caso di una della due cover "Imagine" del mai compianto quanto in questo caso John Lennon, o personalizzate come per la seconda cover "Thank you", per la quale non esiste un Robert Plant superabile o, tantomeno, comparabile. Le restanti 16 vedono un misto di vecchi pezzi dei Soundgarden, come per esempio la prima citata BHS e degli Audioslave come "Like a Stone", ma anche qui non è mai solo il leader che crea una band, ma la sinergia tra tutti i membri, quindi cantare live un pezzo molto bello con la propria bellissima voce ha, forse, molto più senso che registrarlo senza nessuna traccia di quella potenza strumentale che caratterizza il suono di una band rock.
Meno aspettativa c'è per i brani di Chris Cornell solista, come "Ground Zero" e non fa specie vedere che nella raccolta non sia presente "Part Of Me", singolo prodotto con Timbaland.
Decisamente uno scarso risultato.

Voto: ◆◇◇◇◇
Label: UMe

1 comments:

Anonimo ha detto...

non sono un cazzo d'accordo.

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