giovedì 26 gennaio 2012

Allan Glass - Guzznag Ep (Recensione)

Allan Glass - Guzznag EpGuzznag è la seconda prova del duo piemontese Allan Glass. Figli dell'etica DIY, Marco Matti (voce, chitarra, synth) e Jacopo Viale (drum, drum machine, synth) sembrano dar sfogo in queste cinque tracce ad ogni recondito istinto tenuto a freno fin troppo. Un percorso lucido e allucinato allo stesso tempo, una nebulosa di stratificazioni sonore, l'incontro tra passato e presente, analogico e digitale, il calore delle valvole dell'ampli, suoni che si fondono come colori su una tela nel crearne altri. Distorsioni, psichedelia, prog ed elettronica minimale, gli ingredienti base per un Ep che, ascoltato in modo superficiale, potrebbe trarre in inganno, apparendo forse inconcludente se non mero acerbo esercizio di stile. Invece i due hanno le idee molto chiare sulla propria proposta musicale nella continua disgregazione della forma canzone in un flusso di coscienza onirico e multiforme. Ci sono le sensazioni e le scintille chitarristiche proto shoegaze a là Dinosaur Jr, i quali sarebbero da citare anche per il modo in cui vengono sezionati i brani, quella sorta di "coitus interruptus" scuola "You're Living All Over Me". C'è la ricerca testuale un pò approssimativa, un po' surreale, in bilico tra la mancanza contenutistica e la suggestione su libera interpretazione, a cui ci hanno abituato i Verdena, ai quali, si è debitori anche per determinati passaggi del lunghissimo post-rock di "5 Giorni Bugiardi" (piena ottica Requiem). La voce è una controparte adagiata sullo sfondo, mixata bassissima, sottomessa agli strumenti, ai quali si avvinghia nelle vorticanti evoluzioni atmosferiche. A far da padrone gli affondi lisergici, in bilico tra prog più o meno marcato ("Satellite Tra Le Dune", "A cena con Woland") o spinti all'interno di anticamere weird folk ("Marty's Swallow"). Non mancano episodi più diretti e trascinanti (la Cosmetichiana "Il Sergente") in un lavoro che, nonostante i richiami appena resi noti, appare interessante e dotato senz'ombra di dubbio di una sua certa personalità.


In definitiva si potrebbe dire che i margini di miglioramento sono molti e questo folletto malvagio, il Guzznag, è dimostrazione di idee, seppur ottime, non legate da un filo conduttore uniforme. Sarebbe molto interessante vedere una maturazione che porti gli Allan Glass a sviluppare le proprie attitudini sperimentali in episodi più coesi e meno persi in un libertinaggio sonoro che sembra, almeno per il momento, limitarne le potenzialità.

Leggi qui l'intervista agli Allan Glass

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: The Toilet Smokers Club Records



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