martedì 24 aprile 2012

AAVV - Simmetrie, un omaggio agli Scisma (Recensione)

Non è che si sentisse il bisogno impellente di tributare un disco di cover agli Scisma, e un po' come per tutte le compilation del genere non siamo davanti a uno di quegli album che ti cambiano la vita. La stessa parabola degli Scisma, dopotutto, si consumò nel breve giro di due lavori ufficiali, più due antecedenti autoprodotti ('Pezzetti di carta' del 1993 e 'Bombardano Cortina', 1995). Negli anni '90 qui in Italia era ancora relativamente lontano il tempo in cui sarebbe stata schiaffata l'etichetta 'indie' un po' ovunque; quello era - anche - il periodo dell''alternative' di Pixies, Breeders, Belly, e in generale era facile che chi non suonasse cose omologate al mainstream radiofonico nazionalpopolare fosse taggato sommariamente con quest'altro epiteto da calderone.


Benvegnù e soci, sospesi fra elettricità e sintetico, si ritrovarono a pubblicare per il gigante EMI - paradosso solo apparente - due lavori artisticamente più che dignitosi e ben confezionati, da cui questo tributo saccheggia a piene mani (cinque brani da 'Rosemary Plexiglass' e ben nove da 'Armstrong' del 1999, che ne conteneva dodici in tutto e che, all'epoca, fu maltrattato da diverse penne). Gli Scisma, spaccati in potenza già nel nome, lo divennero di fatto all'inizio del nuovo millennio, senza troppi clamori; semplicemente lasciarono che calasse il silenzio su di loro e che se ne prendesse atto. Più tardi, col senno di poi, in seguito all'ultimo concerto di commiato del 2003 e agli albori dell'avventura solista e cantautorale di Paolo Benvegnù, gli Scisma affermarono di essersi divisi ''per troppo amore''.

A Mag-Music, come per il precedente ottimo tributo (in vita, per di più) a Il Santo Niente del 2011 (per il quale Marco Gargiulo aveva raccolto i contributi, fra gli altri, di Giorgio Canali e Rossofuoco, Ilenia Volpe, Tying Tiffany, Lilies on Mars, Marco Campitelli di The Marigold) vanno riconosciuti due piccoli grandi meriti: il primo è quello di aver proiettato l'occhio di bue su un pregiato ma trascurato passato prossimo musicale; il secondo è quello di aver offerto spazi ''altri'' di confronto agli artisti convolti. In particolare, è una bella prova l'apertura dell'album con 'L'amour', sognante e avvolgente, coverizzata dai novaresi Il Disordine delle Cose. I Public danno una godibile rilettura di 'L'innocenza' in chiave elettroclash, e l'elettronica la fa da padrone anche nella versione più sensuale e sbarazzina di 'I Am the Ocean', rielaborata dai pescaresi Glitterball. Notevoli Mimmiz, con Max Zanardi (Deasonika) che si sostituisce al timbro femminile di Sara Mazo e colora 'Troppo poco intelligente' di tinte cupe e morbose, e ottimi i NORMAN, di Treviso, che in 'L'universo' ripetono l'inclinazione psichedelica dell'originale, rifinendola con coretti à la 'Barbara Ann'. Da brividi Paola ''Dilaila'' Colombo, voce energica e corposa dei milanesi Dilaila: percussioni sghembe, piano e chitarra divorano l'etereo gioco di voci Benvegnù-Mazo in 'Simmetrie', e ne fanno una nuova canzone, ricca di pathos carnale.

Chiude sobriamente Dilis, campano, con la sua lettura intima, elegante e asciutta di ''L'equilibrio'', cantando: «Secoli su secoli dimenticando il mondo, e ancora secoli su secoli dimenticando il mondo, con te». Non dimentichiamoci degli Scisma.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Mag-Music



1 comments:

Anonimo ha detto...

Band senza tempo. Immensi.

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