sabato 7 aprile 2012

Yes Daddy Yes - Senza Religione (Recensione)

Paolo Coppola, Sergio Lotoro, Fabio Mitrano, Andrea Benevento, Giovanni Barretta, sono i campani Yes Daddy Yes.
Nati nel 2005, esordiscono con l'album Senza Religione prodotti da Enzo Moretto (A Toy Orchestra).

Nonostante tredici tracce potrebbero sembrare eccessive, l'album appare fresco e si lascia ascoltare con piacere, tutto d'un fiato.
Si inizia con Padrone mio, una presentazione perfetta con un rock deciso, pianoforte e synth.
Seppellisci il mio osso invece, è un cambio drastico, è pop, un po' retrò.
La terza traccia prende il nome dall'album, sì ti fa ballare, ma sinceramente non capisco il perchè sia stata scelta come primo singolo; invece Faremo Fuoco Intorno ti investe completamente e il pianoforte fa la sua sporca figura.
Peyote è un brano molto tranquillo, cosa che non è assolutamente In Esilio (in loop da giorni) dove si evidenzia il lato elettronico della band, molto Verdena ed uno dei pezzi migliori del lotto.
Rimandi à la Marlene Kuntz in Caccia di Iene, un rock sporco e 2.49 minuti di violenza.
In Chirurgo ammetto di aver girato il disco per cercare la scritta feat Zen Circus affiancata al titolo della traccia.
Cultural Crash è folk, Kyselac un brano strumentale e My Memory (unica traccia in inglese) non incuriosisce se non fosse per quello stile western che la caratterizza.
Senza Religione finisce con Il testimone, malinconica, delicata, quasi da commozione.
Insomma gli Yes Daddy Yes, nonostante sia il loro primo album, sembrano già un band completa, preparata e con tutte le carte in regola per avere un futuro in questo difficile panorama musicale. Ad avvalorare il tutto una splendida copertina.

Voto: ◆◆◆
Label: Urtovox



0 comments:

Posta un commento

 
© 2011-2013 Stordisco_blog Theme Design by New WP Themes | Bloggerized by Lasantha - Premiumbloggertemplates.com | Questo blog non è una testata giornalistica Ÿ