martedì 29 maggio 2012

Black Eyed Dog - Too Many Late Nights (Recensione)

Si chiamano come una canzone di Nick Drake, ma oltre al nome ne hanno assorbito le atmosfere cupe e qualche eco profondo. Tuttavia, rispetto ai precedenti lavori (Love is a Dog from Hell, 2007 e Rhaianuledada (Songs to Sissy), 2009 ) i Black Eyed Dog abbandonano una buona metà di oscurità in favore di suoni più ariosi e delicati, nel segno di un blues pop acustico che sa catturare. A capo del progetto, nato nel 2006 in forma solista, spicca la testa che lo ha partorito: Fabio Perrinello, cantautore varesino innamorato del songwriting statunitense di stampo cupo, ma la proposta degli inizi si è arricchita strada facendo diventando un delizioso trio che vede al suo interno la collaborazione di Alessandro Falzone alle percussioni e Anna Balestrieri alla voce, chitarre e piano. Questo terzo album “Too Many Late Nights”, registrato a Febbraio negli studi palermitani di Fabio Rizzo e mixato da Hugo Race (Nick Cave and The Bad Seeds) e J.D. Foster (Calexico, Marc Ribot, Vinicio Capossela, ecc.) tra Sicilia, U.S.A. È una collezione di 10 tracce, una proposta validissima che rivisita il blues offrendo all'ascoltatore sfumature variegate e proponendolo in veste innovativa, talvolta stravolto da cori impellenti e in stridore con una chitarra in stile classico (Heather), talvolta nella sua forma più semplice con duetti di piano e chitarra e voci intrecciate (Crazy to the Bone). Questo alternarsi di morbidezza e stridore sembra essere il tratto distintivo della band che spezza incessantemente le atmosfere più dilatate con momenti di fortissimo impatto, ritornelli incisivi in cui la voce diventa un grido (Sister) mentre alcune tracce si impongono in tutta la loro oscurità (Land's End Sanctuary) raccontando storie fosche e misteriose nella forma della ballad americana.
La collaborazione con Anna Balestrieri e Alessandro Falzone sembra aver modificato dolcemente quello che era lo stile iniziale di Black Eyed Dog dando vita ad un genere che il trio stesso ha denominato "punkromanticpsychoblues".
Consigliatissimo per i nostalgici della ballata blues che però non disprezzano quel pizzico di innovazione e che sono pronti a farsi stupire, seppur tenendo i piedi ben saldi nel classico.

Voto: ◆◆◆
Label: 800A Records


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