mercoledì 2 maggio 2012

Zedded - Zedded (Recensione)

La settimana scorsa il buon YouTube mi suggerisce di guardarmi il ritorno live dei redivivi At The Drive-In. La voglia di volare all'edizione 2012 del Coachella era tanta, gli impegni e gli ostacoli pure, così decido di accontentarmi giulivo dei 50 minuti digitali di concerto, che al momento del "play" immagino come al solito nervosi, energici e irrefrenabili. Bastano quindici minuti: noia. Che succede? Omar calmo in un angolo, Cedric si muove come se fosse costretto a farlo; e i salti scomposti? i passi di salsa sgangherati che lasciavano il pubblico in bilico tra sorriso e stupore? Li cerco per tutto il live con la costante sensazione che dietro le parole "reunion" e "marchetta" si nasconda una perfetta rima baciata. I dubbi si trasformano in certezza quando, senza quasi curarsi del pubblico, i cinque lasciano il palco con l'aria di chi non vede l'ora di timbrare l'odiato cartellino.
Bene, ma cosa c'entra questo con l'album d'esordio degli Zedded?
Energia, nervosismo, irrefrenabilità: questa roba agli Zedded non manca di certo. 
"Zedded", esordio discografico del quartetto livornese, è un disco di cuore e di stomaco, registrato totalmente in presa diretta con rabbia, urgenza e naturalezza. Niccolò Mazzantini, membro degli Appaloosa e supervisore del gruppo in fase di incisione, ha il merito di aver trovato la chiave per fissare su un supporto fisico l'energia live del gruppo che dopo anni di ricerca e di performance forsennate riesce ad infilare affilate schegge post punk nelle orecchie dell'ascoltatore; Clemency , Love Twice, Brownie Honey e Komodo sono la prova lampante di quanto gli Zedded abbiano investito anni e anima per trovare il modo più efficace per appuntire il suono con l'obbiettivo di non passare inascoltati. 
Il basso perennemente distorto fa da protagonista per tutta la durata del disco che, nell'uniformità sonora delle tracce, lascia trasparire le influenze più disparate, dalla libertà vocale che a tratti richiama The Blood Brothers e i già citati At The Drive-In, alla disparata eterogeneità chitarristica con echi che vanno dalla ruvidezza rock'n'roll degli MC5 al punk statunitense di inizio anni 80.
Un decina di anni fa Omar Rodriguez Lopez e compagni sancivano la fine di uno dei progetti più travolgenti di fine anni '90 passando virtualmente il testimone alle nuove e scatenate leve. Gli Zedded quel testimone l'hanno raccolto senza paura e pare non lo molleranno tanto facilmente. Non c'è reunion che tenga.

Voto: ◆◆◆
Label: Autoproduzione




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