mercoledì 26 settembre 2012

Family Of The Year - Loma Vista (Recensione)

Quelle chicche che possono passare come treni in una qualsiasi mezzanotte, dischi che se non li prendi al volo, appunto come un treno senza orario, perdi occasioni preziose per conoscere altri modi di ingannare i suoni, le rime e le condensazioni timbriche, e rimani sempre lì, fermo sui tuoi passi e convinzioni che ti fanno inaridire come una pianta senz’acqua. Una di queste chicche è questo bel disco dei Family Of The Year quartetto misto e con cittadinanza disparata (California, Galles e Florida) che con “Loma Vista” ambiscono doppiare i buoni riscontri che ebbero al momento del loro debutto datato 2009 con Songbook, e la cosa sembra più facile del previsto, in quanto queste undici takes aumentano il senso estivo e refrigerante delle Coast tanto care agli indimenticabili Mamas & Papas, fanno un passo in più verso le sonorità acid-freak che invogliano vibrazioni Sixsteen, chiloom, e i cori armonici folk che molte band di ultima generazione (Fleet Foxes, New Pornographers, o più in la magari i Teenage Fan Club) hanno riscoperto e rispolverato per occasioni di livello.

Tracce da battigia americana, da cocktail verdi fosforescenti ed un Pacifico che si apre in tutta la sua maestà fisica, queste le sfumature e le fumate a go-go “Buried” che si infrangono dolcemente per tutto il tragitto di questo ottimo disco, disco in cui tutto è in equilibrio, sul filo steso dell’intimità evergreen “Hero”, nella ballata da cartolina “Hey ma”, e con i Settanta che spingono come a voler rinascere la seconda volta attraverso le controvoci angeliche di CSN&Y “Find it”, “Everytime”, una carrellata di melodie e ambizioni premiate dalla freschezza in cui sono presentate ma anche per la costanza di una formazione che si misura – senza sfigurare – con certe mitologie “da spiaggia per eccellenza”,vedi i Beach Boys resuscitati nella fragorosa e accorata “St.Croix”, o con certi nuovi acquisti del panorama pop internazionale come Of Monster And Men che dipingono di blu cobalto “In the end”.

I Family Of The Year conservano quella porzione d’estate e ce la consegnano come fonte di buon umore per la stagione fredda in arrivo, la loro efficacia non ha voglie di chissà che cosa, solamente di arrotondare il pop come concezione d’immediatezza, poi tra un acido e l’altro le cose si “rischiariranno” senza dubbio alcuno.

Voto: 
Label: Nettwerk 2012

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