mercoledì 17 ottobre 2012

Eva Mon Amour - Lo Specchio e L' Aspirina (Recensione)

Li abbiamo lasciati solo un anno fa con l'Ep “La Malattia Dei Numeri”, cosi tornano gli Eva Mon Amour a guarirci con “Lo Specchio e l’Aspirina”.
E di sicuro tornano in grande stile, (una garanzia quando il nome è Eva), con la partecipazione di Fabio Fraschini al basso e Rodrigo D’Erasmo al violino, e con un primo posto nella classifica di Keep On delle migliori live band italiane.
Disco che viene alla luce non solo con la loro apprezzata impronta rock, ma che vede una naturale fusione di stili, dal pop al folk al blues, a cui la band di Velletri arriva dopo un maturo percorso, soprattutto interiore, che costa ad ognuno di noi mille domande. Domande a cui si fa fatica dare una risposta, se non si ha ben chiara la propria identità, se ancora si è intrappolati in una realtà dove scendere a patti con se stessi e con le regole è quasi d’obbligo per riconoscersi nel riflesso dello specchio che si ha di fronte.
Non c’è da meravigliarsi se ognuna delle dieci tracce una volta ascoltate, resteranno in testa almeno fino al prossimo ascolto.
La prima “Si stava meglio prima” impreziosita dal violino, con il suo tono pop ci regala sfumature tanto energiche nella intro, quanto malinconiche sul finale. Una canzone completa a tutti gli effetti, scelta forse ad hoc per la presentazione dell’album.

Ma l’introspezione continua nel ritmo folk di “Ci piace”, quasi testamento dell’italiano medio, in cui la contemporanea “celebrazione-critica” di usi e costumi può essere riassunta nell’ironica frase chiave: “Ci piace il turismo se il sesso è sicuro”. Certo, è proprio sull’onda dell’analisi delle maschere che gli Eva Mon Amour  continuano nel loro percorso musicale, con una fugace lettura pirandelliana di “Uno qualcuno”  in cui il ritmo spensierato viene usato quasi come alibi per affrontare tematiche che ancora interrogano.
Ed è a quasi metà percorso che si inizia ad intravedere il blues a cui approdano, con “Pensare fa male alla pelle”,  rimato e crudele ritornello di una realtà che appartiene a quanti ancora non riescono a slegarsi da questo tormento, e “Sei dove guardi” in cui non si può fare a meno di fischiettare insieme all’armonica che lascia lentamente il passo alla chitarra elettrica.
Poi “Parliamo d’altro” con una serie di pensieri slegati, ma che a fissarli bene sembrano tutti accomunati non solo dalla considerazione che bisogna stare attenti a qualsiasi cosa si dica, ma anche dalla voglia di volersi liberare da questa paura.
Il finale risulta, a parte la title-track “Lo specchio e l’aspirina” in cui il folk la fa da padrone con un ritmo che è difficile da seguire, un suggestivo inizio (“Nascondigli per cani”, “Ti chiederò domani”) in cui dolce poesia echeggia tra chitarra e violino, della dolce ballad  “Tutta la verità sulla verità”, che chiude a suon di armonica e pure riflessioni su ciò che resta alla fine di questo intenso viaggio, di sicuro non iniziato da Malpensa.


Se anche voi non avete ancora trovato risposta alla domanda iniziale “Si stava meglio prima”, beh dopo l’ascolto di questi dieci riassunti e dopo un sguardo allo specchio, possiamo affermare di no. Si sentiva infatti il bisogno di un ritorno come il loro per poter dire: “Si sta meglio ora con questo cd nel lettore.”

Voto : ◆◆◆◆◇
Label : AlaBianca Record







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