martedì 6 novembre 2012

Dead when i found her - Rag doll blues (Recensione)

Lo abbiamo atteso tanto questo disco di electro-industrial old school proveniente da Portland, come un prodotto diverso, non nuovo, ma sicuramente qualcosa di interessante per i seguaci della vecchia musica. E il progetto Dead when i found her, dopo il disco di debutto, fa quasi gridare al miracolo. Sebbene l'anima più melodica sia ben presente e sia anche uno degli elementi caratteristici del disco, sin dall'inizio l'impressione è quella di un grande lavoro e di musica realmente sentita oltre i confini della banalità di molte proposte odierne. Le radici synth-pop si presentano fresche ed evocative, evocativo è appunto la parola che meglio
descrive questo lavoro, sin dalle prime battute di No more nightmares, uno dei brani più belli tra i tanti contenuti. Il paesaggio sonoro sta tra il già citato
synth-pop di pregevole fattura, più di una volta debitore di alcune cose degli Skinny Puppy (alle volte è possibile sentire qualcosa di comune ai loro primi lavori), l'electro-industrial meno techno, al contrario molto pura, debitrice della vecchia maniera, e questa è una fortuna, e ancora molto ambientale, molto onirica, molto oscura. Più che oscurità questo disco trasmette inquietudine, l'inquietudine di una scena di un omicidio. Dead when i found her è un viaggio in territori sconosciuti ma concreti, niente di filosofico qui, niente di particolarmente alto, un susseguirsi di atmosfere oscure scandite dall'ottima voce pulita che dà ancora più enfasi a qualcosa che è già quasi perfetto. E' tutto così - quasi - perfetto. Ma non dimentichiamoci: è pur sempre un incubo. In questo gli Skinny sono più di un nome messo lì a dare enfasi. Disco atteso e consigliato, difficile e sentimentale. Ascoltare e riascoltare, e ancora.

Voto: 
Label: Artoffact Records

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