giovedì 15 novembre 2012

Il Marchese - Carnivoro (Recensione)

Secondo album per la band monzese Il Marchese, gruppo che mi aveva lasciato in passato sensazioni contrastanti: se infatti il disco d'esordio Effetto Bukowski mi aveva lasciato piuttosto indifferente è incrociandoli dal vivo che avevo preso coscienza del loro potenziale energico, un potenziale che me li aveva fatti apprezzare più dei loffi The Fire e quasi più anche del Teatro Degli Orrori (Capovilla e soci salvati in corner dai pezzi del primo album sparati tutti in fila in coda al concerto) in una data condivisa coi due gruppi al Live Club di Trezzo Sull'Adda. Ce l'hanno fatta stavolta a portare la magia live su disco? Sì e no...
L'apertura con “1 In 2 @ Bombay” trasmette sensazioni positive, con un sound aggressivo e cadenze da stoner band, un abito che sembra stargli addosso meglio di quanto non facesse in passato. Le unghie le tirano fuori con ancora maggiore convinzione nelle tiratissime “Vv Veloce” e “La Soluzione”, ma arrivato a metà album rimango sempre meno convinto della miscela della band. Sarà che la tranquillità di “Luna Bar” mi palesa davanti agli occhi una somiglianza coi Negrita che la voce grattata ed i suoni incattiviti mi avevano nascosto, sarà che “Toilette” mi lascia indifferente sia come testo che come struttura ma mi godo sempre meno il viaggio sonoro, e la sterile polemica contro la società italiana di “Pubblicità” mi dà quasi il colpo di grazia a causa anche di una ripetitività pesante da digerire nonostante duri solo 3 minuti: non sono certo i primi e non saranno gli ultimi a prendersela coi luoghi comuni del paese del sole, ma se devo farmi intortare da dei clichè continuo a preferire chi me li sa camuffare con testi di alto livello (“Mp Nella Bg” di Canali e Rossofuoco ad esempio). “Chanel” rimette gli “Il Marchese” in carreggiata, impreziosita da un testo non epocale ma piacevole, e la potenza della conclusiva “Z 149” li potrebbe anche traghettare in modo soddisfacente verso la fine se non fosse che arriva poco prima la sbandata decisiva con la ballad banalissima “L'Attesa”, buona per un pubblico che ascolta solamente le 4 canzoni che passa giornalmente Virgin Radio...ma forse sono io ad essere troppo esigente.
Più convincenti come potenza ma incastrati in un limbo: Il Marchese è un progetto che sembra non aver ancora deciso se abbracciare la potenza di fuoco che si avverte in secondo piano o votarsi al grande pubblico, verso il quale “Luna Bar” e “L'Attesa” riscontrerebbero sicuramente buon successo. Che siano consapevoli o meno di questa metà oscura non posso evitare di giudicarla come ciò che fa precipitare “Carnivoro” da buon album a disco da ascoltare senza particolari pretese.

Voto: ◆◆◆◇◇

Label: Live Club/Libra


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