venerdì 25 gennaio 2013

Blue Willa - S/t (Recensione)

La seguente recensione è la numero 700 e la trovate sottotitolata a pagina 777 del stordiscovideo. Grazie dell'attenzione e buona lettura.

In principio fu Baby Blue, band toscana che prendeva in prestito il proprio nome dalla celebre resa Dylaniana “It’s All Over Now Baby Blue”, e quartetto invischiato nelle melmose terre blues intrise di noise strisciante.
Ad oggi la formazione mutua il proprio nome in Blue Willa, rimanendo per tre quarti invariata: restano in pianta stabile la sinuosa vocalist Serena Alessandra Altavilla, Mirko Maddaleno alle sei-corde e Graziano Ridolfo alle pelli, mentre subentra Lorenzo Maffucci (meglio conosciuto come Mangiacassette) al basso, sostituendo Duccio Burberi.
Trainati da due forze femminili – la frontwoman Altavilla e la produttrice Carla Bozulich, qui in veste non solamente di manipolatrice del suono, ma vero e proprio quinto elemento aggiunto durante le notturne registrazioni del disco, contribuendo nell’esecuzione dei cori – il progetto Blue Willa sfocia in un calderone ribollente di sensuale ed oscuro punk artistoide, allargando il raggio d’azione del gruppo pratese attraverso una continua ed inarrestabile oscillazione di pieni e vuoti sonori.
Frangenti riflessivi (la notturna e dilatatissima “Eyes Attention” posta in apertura, che sfocia in tormentati cori dal motivetto sinistro) fanno da contraltare denso e minaccioso alle fragorose psicosi elettriche, trainate da una forza atavica di cui, l’ottima voce di Alessandra, si fa portatrice e simbolo di queste due anime in continuo attrito (l’isteria incontenibile di “Good Glue” o il singolo “Fishes”, incatenato in un continuo climax di cori e deflagrazioni elettriche).
Un ideale punk contorto e tortuoso, ma che ben si lega alle atmosfere mistiche e (relativamente al contesto) psichedeliche create dal gruppo, fanno dei Blue Willa e di questo - si fa per dire - disco d’esordio un punto fermo del rock nostrano, pur non possedendo (fortunatamente) il minimo appiglio alla nostra tradizione di bel canto, tramutando questa “mancanza” in elemento di assoluto valore aggiunto.
Mettendo bellamente da parte le smanie da recensori da strapazzo, il disco omonimo dei Blue Willa necessita semplicemente di essere ascoltato ed assorbito tutto d’un fiato, nella sua vitale ed incontenibile interezza.

Coraggiosi ed assolutamente indomiti.


Voto: ◆◆◆◆◇
Etichetta: Trovarobato





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