sabato 9 febbraio 2013

Nick Cave & The Bad Seeds - Push The Sky Away (Recensione)

Ho congedato il 2012 sfondando i timpani dei miei vicini con fragorosi risvegli annunciati dalle roboanti note di Henry’s Dream e Tender Prey, celebrando con entusiasmo panico l’imminente ritorno del Re Inkiostro. L’ultimo capitolo del trentennale romanzo grottesco concepito con la complicità degli scagnozzi Bad Seeds fu scolpito ormai cinque anni fa: un lustro disseminato di conturbanti e godibili deviazioni in soundtracks, narrativa e nell’eccitante progetto Grinderman.

Comprensibile dunque la frustrazione accumulata sin dalle note del singolo introduttivo, quella "We no who U R" che si staglia impietosa come manifesto dell’inclinazione inesorabilmente borghese assunta da Cave: l’incedere soffice e le atmosfere rarefatte poco si addicono alla voce sempre tellurica e inebriante, seppure adagiata su una composizione alquanto convenzionale. Nonostante il fascino discreto della levigatura dei dettagli, sconcerta la scelta di depotenziare e declassare il vortice vertiginoso che da sempre intreccia pianoforte e violino, autentica peculiarità della razza Bad Seeds ora tenuta a freno e sopita.

Avvicinando cautamente il nucleo del lavoro, la fede indefessa nel genio caveiano si corrobora, rinvigorita dal violino minaccioso di "Water’s Edge": in un crescendo crepuscolare di reminiscenza Murder Ballads, il gemito di Warren Ellis sorregge l’interpretazione più ispirata dell’opera. La carezzevole apertura d’archi di "Jubilee Street" si dilata e acquisisce vastità di spazi desertici, preludendo al procedere acquoso di "Marmaids" e al sommesso salmodiare di "We Real Cool", che gradualmente si eleva a predicazione profetica. Sembra infine prossimo il momento di allestire nuovamente l’altare in cui celebro il culto caveiano: in "Higgs Boson Blues" l’Australiano recupera veemenza e convinzione, cimentandosi con una forma espressiva che gli è da sempre particolarmente congeniale.

Ma  la brama della storia d’amore perpetua che mi lega all’arte di quest’uomo non può trovare appagamento nella pur dignitosa esecuzione del professionista: la devozione radicale necessita di consumare le ceneri di struggimento e dannazione, nutrendosi di sarcasmo e ferocia e sacrificandosi sugli altari della disfatta; ora invece brancola offuscata dal timore che Cave abbia smarrito il fervore della vocazione e il fuoco della sacra mania.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Bad Seed Ltd.

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