venerdì 8 marzo 2013

Kafka On The Shore - Beautiful But Empty (Recensione)

Ci sono un italiano, un tedesco, un americano ed un austriaco...sembra l'inizio di una barzelletta ed invece è il cappello introduttivo di una recensione, l'unico che mi è venuto in mente dopo uno stancante allenamento in palestra e mentre sto digerendo la cena.

D'altronde che dei Kafka On The Shore attragga l'attenzione la pluralità di nazioni da cui provengono i suoi componenti (il cantante Elliot Schmidt è pure nato a Dusseldorf) è normale visto che alla fine si sono ritrovati non si sa come a Milano e qui hanno deciso di formare una band che ha come nome un libro di Murakami (da buon ignorante io di suo ho letto solo Tokyo Blues, Norwegian Wood come il 90% della gente mi sa). Beautiful But Empty è il loro primo disco, e che disco.

Se si fossero limitati a riproporre per 11 tracce il leit motiv indie-rock incalzante della traccia d'apertura “Berlin” sarebbe stato tutto un bel sentire, ma probabilmente alla lunga avrebbero stancato anche alternandolo a derive più calme come quella della pur coinvolgente “Airport Landscape”. Ma lo hanno capito prima che potessimo prenderli in castagna, e quindi non sono qui a lamentarmi di una varietà stilistica che invece è il fiore all'occhiello della produzione: il pop-rock lisergico del binomio conclusivo “Walt Disney Part I e II” è da applausi (non per niente nella prima parte l'inizio da falso avanspettacolo li contiene anche), “Bacco” sembra suonata dalla famiglia Addams in un vecchio west in cui più che mai vige la regola di non sparare sul pianista, “Moon Palace” mischia alla perfezione un piano ispirato e distorsioni a profusione, “Lost In The Woods” alterna un ritmatissimo andazzo rock a brevi divagazioni psichedeliche in cui si fa spazio anche una tastiera quasi spettrale. Su tutto, e altro, di questo ben di dio la voce di Elliot, capace di alternarsi fra un tono snob tipicamente british (ma che fa molto anche Julian Casablancas) e prove più grintose, come nell'ottima “Campbell's” dove le sue urla in certi punti riportano alla mente il miglior Frank Black.

Si può trovare qualche difetto? A fatica, e se proprio vogliamo usare la lente d'ingrandimento puntiamola su “Venus”, esperimento minimale troppo ripetitivo e probabilmente più nelle corde dei 2Pigeons della vocalist Chiara Castello, ospite alla voce nel brano in questione.
Un esordio coi fiocchi questo per i Kafka On The Shore, divertente e non banale ed in cui tutti gli strumenti agiscono all'unisono per creare atmosfere sempre diverse. La genesi della band potrebbe essere ottima per una barzelletta insomma, ma con gli strumenti in mano questi 4 fanno maledettamente sul serio.

Voto: ◆◆◆
Label: La Fabbrica


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