lunedì 24 giugno 2013

Neve Su Di Lei – Cerco La Bellezza (Recensione)

Lei, la genovese Marcella Garuzzo in arte Neve Su Di Lei cerca la bellezza,e noi con lei l’abbiamo trovata senza fare un passo in più che aprire e ascoltare il suo debutto discografico “Cerco la Bellezza”, dodici tracce di finissimo e primaverile cantautorato, tracce prodotte da Ruben, altra conoscenza di rilievo nel mondo delle belle penne, un disco che è poi una stupenda distrazione poetica, valige da fare o sfatte per approdi e parabole di viaggi e ritorni e tutto in equilibrio sui fili teneri di un poetica intima, rondini sui fili di un telegrafo che aspettano di volare via per abbracciare le rotte della libertà, della vita piena.
Un ascolto languido e trasognato che lascia subito intuire dove si volge lo sguardo della cantautrice che prende il nome d’arte da una compagna di Toro Seduto; folkly ad alto tasso emotivo di matrice Susan Vega, la Mitchell, l’armonia calna della DiFranco e tutte quelle visioni sixsteen da Big Sur incontaminato che sciorinano corde acustiche, atmosfere impalpabili e una voce da adagio romantico che fa vibrare tutte le tonalità dei tonfi del cuore; un disco che a farci attenzione massima, profuma pure, profuma di erba mossa di vento di Terra d’Albione, quel Donovan che danza tra le Comuni Hippyes del Sussex e l’istinto aerato di un Nash estasiato, e lei NSDL è la musa purificatrice che fa sognare, che fa da tramite con la melodia ourchè questo sogno non venga mai interrotto da un brusco risveglio.
Una chitarra acustica, archi, autoharp, gingilli ritmici e un plesso solare spalancato sono i virtuosismi delicati e originali di un ipnotismo senza quell’ a me gli occhi che fantastica e compensa l’orecchio, anche i Petramante potrebbero essere compresi in queste nuvole batuffolose che scorrono sottoforma di canzoni, di schegge floreali, il pop-Bollywoodiano che fa muovere sinuosamente e con l’animo a due metri da terra “Cosa sono io?”, l’uggioso visto attraverso vetri appannati “Emiliano arriva in un giorno di pioggia”, il cristallino arpeggio che riga la titletrack, la Mitchell che nuota nel blu di “L’albero e il folletto” o la leggera saudade appena accennata che rende “Il segreto dell’oleandro” zona franca dove separasi dal corpo per intraprendere una verticale infinita, fino a dove non si sa ma infinita di sicuro.
Si la bellezza e qui dentro, e da cercare tra le poesie/essenze di questa cantautrice dell’impalpabile e della sua inestricabile grazia. Ruben, poi,  si conferma anche come buongustaio!  

Voto: ◆◆◆
Label: RPM 

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