lunedì 5 agosto 2013

Swell99 – Life (Recensione)

Tornano alla carica i marchigiani Swell99, e lo fanno con “Life”, undici tracce implacabili di rock e strusciate melodiche che fanno apoteosi e brandelli dei consueti canoni elettrici, praticamente l’avvicendarsi del dinamismo rock alle dichiarazioni dell’epica solenne, e sembra la cosa più banale del mondo ma invece a conti fatti non sono più così tante le band che posso reclamare questo bardo se non addirittura avere il diritto di essere inclusi nella schiera dorata in cui il quintetto di Macerata è andato prepotentemente ad accasarsi.
Desta comunque sicuro interesse l’impegno degli Swell99 per quel suono pieno, sodo e sognante che in fondo è la materia viva delle loro venosità , quel tratteggiato spirito solitario dove una certa psichedelica – ma giusto una colorazione -  rimbalza su riverberi e parole (prevalentemente in inglese) che fanno sempre centro e che accompagnano un ascolto pieno, assorbente e liberatorio come il loro splendido ed inconfondibile marchio distorto; con un retrogusto opaco alla Nickelback che incrociano gli AICBoost” – traccia in cui presta l’opera il “riffman” per antonomasia Andrea Braido -  e l’idea sgombra di  qualsiasi velleità commerciale, il disco è un continuo turbinio emotivo che spacca e contunde in una sorpresa caldamente da amare.
Schiaffi e carezze, scosse elettriche e ondate atletiche di poesia col mordente scorrono in rassegna senza mai fermarsi, nessuno cedimento strutturale e mai un vuoto sonico, tanta e l’espressione strumentale e quella di pathos che ha la magia fluttuante delle band già collaudate al di la dell’Oceano, ma con un subconscio tutto italiano, con lo sprint di gruppo perfettamente calibrato; la parte dolciastra è affidata alla ballata Vedderiana “Life”, i già citati Nickelbeck “Talk” e quella bella stranezza alla Edda che in “Non è la fine” (unica pista in italiano) porta il disco a livelli quotativi  eccelsi, poi tutto quello che fa marasma a manetta ed esplode dintorno è un tripudio di sonorità col jack arrossato “Bloody knife”, “Screaming to the world” con tanto di rock’n’roll da Mid-West accalorato “Real friend”, in poche parole e panegirici un disco che fa la botta e la da e che affonda il suo calco su territori che non si finiscono mai di scoprire, o perlomeno non da metterci una pietra sopra.
Swell99 sta al rock d’oggi come una stella ciclica che seguita a domare tanti di quei rigurgiti banderuoli nerdacchianti, il loro è sangue caldo che non si disperde, o se lo si perde lo si ritrova in qualsiasi folata di vento prima di una sonora tempesta in arrivo, forse potrebbe anche essere il loro biglietto da visita, chi lo potrebbe negare?   

Voto: ◆◆◆
Label: Plindo elabel 

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