giovedì 8 maggio 2014

I Missili - Le Vitamine (Recensione)


Possiamo discutere di quel che vi pare.

Partire dal Math-rock, passando per il Free Jazz fino a sfociare nel Drone-metal.
Tra tutti i labili steccati che abbiamo eretto tra i generi musicali,  il Pop è senza alcuna ombra di dubbio, il più complicato da maneggiare; per approccio, originalità e cura dei suoni.
Sfido chiunque a tirar su una melodia orecchiabile in quattro e quattr’otto, che sia semplice, efficace e d’impatto immediato.
Non è roba per tutti. Fidatevi di questo scemo che picchietta sulla tastiera, mentre fuori scivola via un maggio di cartone.
Ecco, i Missili creano melodie in maniera del tutto spontanea e innata. Da sempre. Fin dall’EP omonimo del 2012, che già dimostrava a chiare lettere il potenziale contagio melodico (e di cui trovate un paio di esemplari qui).
Si potrebbe perder tempo ad elencare i numerosi e interscambiabili componenti della band (perché i Missili sono una “band aperta”, del tipo che una sera, se ti va, anche tu che stai leggendo potresti agitare le maracas con loro), oppure azzardare voli pindarici dalla tastiera, solo per spiegarvi che I Missili suonano quel tipo di musica piena che oltreoceano miete vittime, e nel nostro stivale proviamo a riprodurre con lo stesso tatto, con scarsi risultati.
Oltretutto, che questa confezione d’integratori vitaminici contenga brani tratti dall’omonimo EP, uniti ad altre gemme pop nuove di zecca, è un dettaglio che potete scoprire da voi.
Qui dalle nostre parti, ieri, oggi e domani, una band come I Missili non l’abbiamo mai avuta e non l’avremo di nuovo.
L’abbiamo oggi, quindi godiamoci “l’atomo fuggente”, perché in questo periodo storico, in cui anche il vostro ragioniere, nel tempo libero, si diletta a tirar fuori strani suoni dal proprio laptop sottilissimo condito di mele, il disco dei Missili è uno scoglio di carta a cui aggrapparci con tutti noi stessi.
Per salvarci da questa mania di hipsterismo congenito, dai finti intellettuali del sabato sera che armati di cuba libre smascellano di Bukowski, dei Jefferson Airplane, di visure catastali e coliche intestinali, dalla musica brutta e dalle carenze vitaminiche post-trattamento antibiotico.
I Missili vogliono salvarci dalla merda che ci circonda, ma quando ce ne accorgeremo, sarà troppo tardi per annullare la detonazione.

Voto: ◆◆◆◆◆
Label: V4V Records

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