mercoledì 1 ottobre 2014

And So Your Life Is Ruined - Rovinosa Rivincita - (Recensione)

Ci prepariamo ad un inverno senza fuoco. L’ennesimo di una vita “difficile”. Ma in fondo è l’usura che la rende Bella. Lasciate sta’ tutte le stronzate vintage, però. Chè di vintage ci sono rimasti solo i ricordi, le repliche de I Robinson e il cubo di Rubik con i quadratini un po’ scollati.
Ma torniamo a noi.
Quando ho ascoltato il disco degli And so Your Life is Ruined, ho immaginato di percorrere col dito, indice a caso, i cerchi di una sezione di tronco su cui si percepisce il tempo, circolare e rovinoso, del “respiro vivo” dell’albero, protetto dalla corteccia ruvida, impura, irregolare, consumata.
I dischi tristi disciplinano il respiro affannoso, lo placano nella rassegnata alternanza tra immissione di ossigeno ed emissione di nera anidride carbonica. Ma non lo inibiscono. La pesantissima leggerezza dei gas, eterei ma fondamentali. Fate caso all’ossimoro.
Quindi ci siamo consumati ed il fuoco s’è estinto?!
Alla fine quest’esistenza è una frana e travolge tutto. Rovina, è rovina-ta.
E noi stiamo sul fianco del monte, perfetti scalatori temerari, un po’ incoscienti.
Constatazione: Ci spezzeremo ancora, credendoci eroi.
Ma lo dicevano anche i Verdena: Superman finge, ed è bastata una freccia avvelenata mirata al tallone per sconfiggere Achille.
Le colonne d’Ercole esistono, sono lì a ricordarci quanto siamo “finiti” ed impotenti, ma non si intravedono ad occhio nudo e questo è il loro limite, perché possiamo così crederle superabili.
Io dovrei parlarvi dei suoni del disco, delle chitarre dagli accordi dissonanti, dei riff contorti e della batteria piuttosto versatile. Emo-punk, post-rock, definiteli un po’ come vi pare, davvero non riesco proprio a pensare al genere come condizione prima per apprezzare la musica. Anche perché non reputerei competente la mia analisi. So però che Marco, Giovanni, Davide e Martino hanno prodotto qualcosa di buono e genuino (rima non pensata), una ricetta musicale ben riuscita dall’aroma speziato, delicato e non invadente. Sì, questa musica non è invadente, non c’è alcuna pretesa, la stessa che caratterizza le produzioni V4V, sempre attenta a quello che c’è dietro un paio di accordi e qualche parolina d’effetto.
Qui c’è una storia, la nostra, quella di tutti, un racconto corale gridato con tutta l’energia di una giovinezza stentata, inopportuna, scomoda nella sua posizione di precario essere, e serve ritrovarsi in una morale comune, che è rassegnazione ma anche rivincita, che è reazione.
Rinneghiamo pure il terzo principio della dinamica. Le reazioni sono infinite e dipendono dalle rotte che scegliamo, una volta superata la voracità di Cariddi.
Il motore di tutto è la paura.
Musica che smentisce la rassegnazione. La comprende, anzi.
1- Berlino: il viaggio inizia, senza meta, ma sarà determinante per ricordare quanto era leggero il cuore nell’istante in cui - - - - continuate voi. Inserite pure qualcosa di importante e prendete energia da lì.
2- Febbraio: singolo d’esordio, mese invernale di transizione. L’inutilità della speranza, dell’asserire un “domani andrà meglio” di circostanza è l’incipit per qualcosa di nuovo, per un risveglio realista. Disilluso ma non sconfitto. Pentito per il troppo silenzio ingoiato.
3- Cariddi: gli anni del liceo a studiar mitologia greca ci son serviti. Ecco la  naiade marina ch’è mostro affascinante e che un po’ come le sirene per Ulisse, cerca di attirarci nel gorgo della disfatta.
Saremo marinai ingegnosi e risolutivi, anche se il mare non ci piace poi così tanto.
4- 308 Negra Arroyo Lane: Citando il buon Salmosono il tipo che non ha mai visto Breaking Bad”, perdonatemi. Però ho inquadrato la situazione. Anche qui k=reazione (che sia chimica o emotiva) ritorna. Il signor White, anche se in modo grottesco ed estremo, reagisce alla mediocrità, all’infelicità. Se non conosci le strade, prendi la mappa che magari qualcuno ti porge. La diffidenza conserviamola per le cose banali.
5- Inverno senza fuoco: l’amore è una divisione in cui i componenti si sgretolano e generano altre cifre, combinandosi. Nessuna soluzione, quoto o quoziente; l’operazione è ciclica, e continua a discrezione degli interessati. Insomma, oltre ad essere infelici ci si può anche innamorare, qualche volta. E con estrema umiltà.
6- Perché non siamo dove siete voi: epilogo. Se c’avete visto un po’ di Cosmetic qui, non siete gli unici. Non leggetelo con presunzione, questo titolo; è importante essere in un posto diverso rispetto al resto, per poter osservare le cose. La prospettiva è importante per una valutazione dell’insieme e deve essere opposta a quella standard. Necessariamente. Siamo stranieri di noi stessi, spaesati ma costantemente interessati a muoverci, creare possibilità, creare alternative.
La musica serve a questo, è la conclusione a cui arrivo sempre.
Ascoltate un disco al giorno, trovate sempre l’alternativa ad un umore infetto, in attesa di un bel concerto.

ASYLIR, Rimini - (abbreviazione di convenienza): disco omonimo d’esordio.
Grafica bellissima by Luca Zamagna aka ERRATA DISAIN

Album in free download QUI
 
Voto: ◆◆◆◆◇
Label: V4V-Records/Voice Of The Unheard/ Lonely Voyage 



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