sabato 26 febbraio 2011

Ofeliadorme - All Harm Ends Here (Recensione)

"...E il Poeta racconta che al raggio delle stelle
Vieni, la notte, a prendere i fiori che cogliesti,
E che ha visto sull'acqua, stesa nei lunghi veli,
Fluttuare bianca come un gran giglio Ofelia"

Arthur Rimbaud

Perché spesso non si ha voglia di svegliarci? Una domanda che mi è sorta spontanea dopo aver letto il bel titolo "All Harm Ends Here" dei bolognesi Ofeliadorme. Il loro primo Ep autorpordotto e in free download, dal nome "Sometimes It's Better Today" uscì nel 2009.
Quest'ultimo lavoro contiene undici traccie, la prima ha come titolo "Paranoid Park", nome del tremendo film di Gus Van Sant. Un intro molto intimo, a tratti onirico, con arpeggio di chitarra blando ed un cantato in inglese malinconico, poi in crescendo, la voce di Francesca viene affiancata anche da glockenspiel, basso e batteria. Mentre nel secondo brano viene fuori la rabbia della band, con un sound più elettrico. Lo stile della band si fa più ricercato già dall'intro ipnotico di "Grow!", che cambia a metà brano tornando a sonorità più rock, ma sempre malinconiche. "The King is Dead" è un pezzo notturno, dove spicca la bellissima voce di Francesca, simile a tratti a Pj Harvey. Uno dei pezzi più riusciti della band è "Naked Evil", la più emozionante, quindi anche meno ricca di richiami a canzoni già ascoltate. Il disco si chiude con "Eve" una canzone acustica, con il cantato che ha un riverbero dove, in teoria ci sembra di essere fuori dalle lenzuola, ma in pratica si sta volando con la fantasia, come succede spesso nei sogni.

Autoproduzione

Voto: ◆◆◆◇◇

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