giovedì 7 aprile 2011

Erland And The Carnival - Nightingale (Recensione)

É passato solo un anno dallo straordinario album di debutto dei Londinesi Erland And The Carnival (Erland And The Carnival). Un incontro casuale che scaturì un sorprendente psychedelic folk. Simon Tong, Erland Cooper e David Nock, questo il trio che mi sconvolse nel 2010, ed ora sono tornati con “Nightingale” secondo album e seconda prova di grande varietà sonora. Molti non reputano questo secondo lavoro all'altezza del primo, ma io credo che se avessero continuato con lo stile precedente allora qualcuno avrebbe detto che nel secondo non c'è niente di nuovo. Io prendo questo grande lavoro come un'evoluzione ed una specie di “concept album” sulle atmosfere che la band riesce a creare, tralasciando per un'instante i testi e la lirica.

L'album apre con “So Tired in the Morning” il miglior brano tra le quattordici (troppe) tracce presenti nell'album; un brano da subito coinvolgente ed ipnotico, da subito si nota la supremazia dell'organo, protagonista indiscusso dell'album. Un'ulteriore dimostrazione della mutazione che il nostro “carnevale” sembra aver intrapreso verso il lato oscuro è “Emmeline” qui se chiudiamo gli occhi possiamo distinguere un castello alla Bram Stoker, tetro, oscuro ma per qualche misteriosa ragione estremamente affascinante. Ascoltate attentamente l'inizio di “IЎЇm Not Really Here” precisamente 25 secondi dall'inizio... ora ascoltate i Julie's Haircut “Satan Eats Seitan”, cambia la velocità nient'altro, ma togliendo questo piccolo “errore” il brano è interessante per certi versi, ma fin troppo ripetitivo. L'unica traccia fuori dal contesto è “East & West” un capolavoro alla Simon and Garfunkel in cui possiamo apprezzare la delicatezza canora di Erland Cooper nei minimi dettagli. Tutti moriamo, è la decima traccia che spezza gli equilibri e ci ricorda che gli Erland And The Carnival non lasciano mai spazzi vuoti, anzi pur di non farlo ne miscelano un paio assieme e ne esce fuori la misteriosa e straordinaria “We All Die”.

Per darci una ragione del fascino incontrastato che questo album ostenta, ci basti sapere che è stato registrato nella stiva di una nave approdata sulle sponde del Tamigi. Il mio modestissimo consiglio è di rivalutare o scoprire questo album e questa straordinaria fusione di artisti, Erland And The Carnival, due album all'attivo in grado di stregarmi come pochi fin dal primo ascolto.

Il mistero di come queste sonorità “antiche” possano sembrare tanto innovative quanto incantevoli non finirà mai di stupirmi e di ipnotizzarmi.


Label: Full Time Hobby
Voto:


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