sabato 10 marzo 2012

Jet Set Roger - In compagnia degli umani (Recensione)

Jet Set Roger - In compagnia degli umaniJet Set Roger ci ha provato a integrarsi, non a caso in questo suo nuovo capitolo lo troviamo “In compagnia degli umani”, ovvero di una band composta da Pietro Zolla alle chitarre elettriche, Carlo Dall’Asta al basso e Marco Guerrini alla batteria.

Apparentemente è più incline alla socialità, si allontana dall’essere il “misantropo brit”, qual è stato, ma guarda caso, apre il suo nuovo album con una traccia che recita così: “Mai apparterrò a questo circolo: non ne capisco i precetti, scambio virtù per difetti”, si avvicina agli umani ma scappa sorridendo pensando “Che intelligente che sono”. Di certo non ha perso la sua ironia, o meglio il suo humor. Leggero continua con “Canzone dell’estate” di cui è uscito un bel video, e con un brano come “Ucciditi o crea”. Ma la traccia che arriva subito al punto della sua personalità spiccata e del suo sound da rock d’autore che inevitabilmente ci viene da definire glam, è “Sono un Burbero” con un testo schietto ed emblematico. Parafrasandolo, è una persona inquieta che si aggira sul nostro pianeta come un turista, è abile nel riuscire a svincolarsi da legami e posizioni e volentieri rimane sulle sue senza dar confidenza. Cambio di rotta con “Il Grande Dittatore” e “Guarda Fuori”, quest’ultima poi più intima e riflessiva. Ed eccola qui che arriva forse la descrizione dell’uomo un po’ dandy, “L’uomo con la Lametta”, raffinato e gentiluomo d’altri tempi. Minacciosi incalzano due titoli come “Meditando Vendetta” e “Ti avvelenerò” , testi sarcastici che vengono traditi da un sound leggero. È il momento di “Ragazzi perduti” che ritrova il ritmo pop dei primi brani. Conclude gentilmente con “Arrivederci bella gente” richiamando incoscientemente i Baustelle, ma fatto sta che si tira fuori dalle situazioni e se la cava alla grande.

Abbiamo apprezzato questo suo nuovo lavoro “In compagnia degli Umani” a distanza di quasi due anni dal precedente “Piccoli uomini crescono”. È un disco che viene giù piacevolmente, sottile e ironico ma che ti cattura con un pop fatto bene.

Voto: ◆◆◆
Label: Kandinsky Records Audioglobe

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