domenica 11 marzo 2012

Mouse on Mars - Parastrophics (Recensione)

Mouse on Mars. E' proprio necessario affinchè il 2012 ci possa regalare musica elettronica davvero degna di nota? Ancora una volta la Germania si dimostra superiore nella sperimentazione sonora tra antico e moderno. Esercizio stilistico? Architettura postindustriale postelettronica? Forse sì, ma se si è alla ricerca di un prodotto genuino e senza troppe pretese allora ecco che i topi giungono su marte e amplificano la voce dei grandi maestri creando un melting pot di tutte le sonorità presenti negli ultimi venticinque anni del genere. Il duo tedesco ha studiato a lungo la scuola della sperimentazione e disgrega la materia in un rincorrersi di idee con sviluppi spesso inaspettati che stordiscono l'ascoltatore. E allora via libera a tutti i tricks e ad una musica di genere, dai suoni old school a dei mid tempos molto groovy di ispirazione sperimentale fino alle due sfuriate conclusive. Baku hipster è una sperimentazione interessante portata ad alte velocità, la conclusiva Seaqz tira dritto verso una techno cyber-binaria, analogicamente ossessiva e figlia di tempi custoditi nelle pagine di storia di qualche biblioteca. E tra l'alternarsi di ambient e breakbeat, di voci suadenti e di passaggi catchy, di beat da ballo e di parentesi riflessive, Parastrophics si inserisce come copia carbone di coloro che furono ma che tutto sommato, nel panorama attuale, suona molto meglio di tante altre cose. La parola giusta è architettura. In questa sede ciò che è importante è la dissezione del suono e la sua ricomposizione verso un dithering cerebrale e un senso di straniamento che cresce ascolto dopo ascolto. Questo è il loro scopo: disorientare. C'è quell'elettronica che va dritta al punto e che esprime un messaggio chiaro e l'elettronica dei Mouse on Mars, criptica, art pour l'art, creata per creare, per intrattenere, per dimostrare quanto la lezione del cut-up sia ancora così attuale. E allora non importa esprimere grandi concetti o idee precise, importa piuttosto pubblicare una collezione di foto d'epoca che insieme ci rendono un passato che ancora e sempre ameremo. E' ancora la Germania, è ancora la patria. Enjoy.

Voto: ◆◆
Label: Monkeytown Records

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