sabato 29 settembre 2012

Gallows - Gallows (Recensione)

Il terzo album degli inglesi Gallows segna l'entrata definitiva, dopo l'ep "Death is birth"(Thirty Days of Night) in line up del nuovo cantante Wade Mac Neil degli, ormai defunti, Alexisonfire, al posto del carismatico membro fondatore Frank Carter, deciso a proseguire in altre direzioni musicali col suo nuovo progetto Pure Love. La musica non cambia, anzi prosegue nel suo percorso punk/hardcore, adrenalinico e sfaccettato, mai banale, sempre d'impatto, che ha caratterizzato i precedenti "Orchestra of Wolves" (che aveva non poco entusiasmato Brett Gurewitz dei Bad Religion e boss della Epitaph nel 2007, tanto da farglielo paragonare al classico "Fear of Punk to Come" dei Refused!) e l'epico "Grey Britain". L'interpretazione di Wade è potente e motivata anche se non ancora evocativa e carismatica come il timbro e le intenzioni del suo predecessore Carter, ma le composizioni sono puro Gallows style: schegge punk che non dimenticano la lezione metal della New Wave of British Heavy Metal, ma senza indulgere in assoli o pose di genere, riprendendone solo la fantasia, l'ispirazione e l'attitudine. Mezzora e undici canzoni, brevi e concise, che lasciano da parte la sontuosità di "Grey Britain" e si mostrano come un unica e compatta massa sonora che non da tregua, capace di attraversare old school  e new school, quindi ricordarci Sick of it All o Agnostic Front come anche Fucked Up o The Bronx. Il disco segna anche l'entrata dei Gallows tra le file della Bridge Nine, accanto ad altre glorie contemporanee e passate dell'hardcore come, appunto, Sick of it all, Agnostic Front, Terror, The Hope Conspiracy e molti altri, oltre che la creazione della loro etichetta personale Venn Records (nel roster per ora i giovani e furiosi Marmozets, capitanati dalla carismatica Becca Macintyre: una bombetta da tenere d'occhio!). Un ritorno alle origini e all'indipendenza, una nuova partenza lucidissima e ispirata per una delle più rispettate punk band britanniche di oggi.

Voto: 
Label: Venn Records/Bridge Nine/Rough Trade 


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