venerdì 14 settembre 2012

Le Capre A Sonagli - Sadicapra (Recensione)

Le Capre A Sonagli fanno stoner, e ad ascoltare brani come “Elefante” e la strumentale “Pirata Della Strada” vien da dire che non ci vuole molto a dargli questa etichetta, forti come sono di influenze Qotsaiane evidenti ma che non fanno gridare al plagio. La band bergamasca però non si ferma a questo, e la tranquillità con cui “La Capra E Il Bastone” apre il disco è lì a testimoniare che varie influenze si sono sovrapposte per formare un mix curioso e personale: la chitarra acustica dell'opening track, accompagnata a turno da armonica, flauti e ukulele, ci porta dritta in scenari orientaleggianti, “La Triste Mazurca Della Morte” ci fa fare un macabro giro nell'est europeo, la monolitica conclusione con “Ringo” si lascia permeare di influenze tzigane prima che il finale elettronico alla Aucan lasci a bocca aperta per padronanza della materia, “Caronte” risulta disturbante con la sua energia oscura a base di un mix, vero marchio di fabbrica, fra suoni acustici e distorti, la già edita “Note D'Amor” e la strumentale “Fuori Di Cono” concludono un ideale giro del mondo facendo tappa negli Stati Uniti, ma in quelli del Far West e dei suoi saloon, dove ci si immagina suonare Le Capre fra una rissa e l'altra.
A dirla così sembra tutta rose e fiori, però c'è sempre un “ma”. E in questo caso è bello grosso. La voce, efficace quando si fa malevola come in “Caronte” e “Note D'Amor”, risulta fuori quadro in un pezzo armonioso come la traccia d'apertura o in una non convincente “Dio Non Sa”, anch'essa ripescata dal precedente lavoro, “Elefante” è potente ma stanca in fretta (anche se il finale la salva in corner), il garage punk di “Dove You Go” semplicemente non c'entra niente con tutto il resto e sembra registrata in una cantina con mezzi di fortuna. I miglioramenti in un paio d'anni ci sono stati e sono evidenti, ma il gruppo bergamasco non è riuscito a creare qualcosa di compatto a livello sonoro, lasciando solo intravedere a spizzichi e bocconi un talento che traspare fra le note di questi 10 pezzi. La produzione, altalenante come qualità, non li aiuta, ma se l'omonimo disco d'esordio mi aveva lasciato perplesso, questo mi fa ben sperare per il futuro: originali, bizzarri e caotici, sono curioso di vedere dove arriveranno col prossimo capitolo della loro storia musicale.

Voto: ◆◆◆◇
Label: Distribuzione (R)esisto


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