sabato 27 ottobre 2012

Balmorhea - Stranger (Recensione)

Le influenze sono molte e a tratti nulle, mai come in questo caso l'unicità si plasma con l'uniformità della scena musicale.
I Balmorhea nascono nella città degli Explosions in The Sky dall'unione, però, di un pianista ed un chitarrista, con un disco omonimo nel 2007. Da allora si sono avvicendate persone - luoghi e dischi, fino ad arrivare oggi al quinto disco, registrato nella stessa sala dei Tortoise con i primi due membri geograficamente distanti, ma con il gruppo che nel mentre si è espanso fino ad arrivare a sei membri, tra i quali il brand new percussionista.
Sarà proprio questa nuova entrata a dare una caratteristica "meno elitaria" alla band perchè, se fin'ora potevano essere riposti tra la musica cameristica, fregiati dai loro archi e violini, ora si avvicinano al post rock dei synth e delle progressioni elettriche, allontanandosi anche dell'atmosfera solitaria del precedente, nonchè quarto, album Constellations, grazie a dei brani spensierati quasi.
Quasi un'ora di piacevole ascolto spezzata in dieci brani che mostrano tutte le "capacità" dei membri, comprensibili in realtà dirette come "Days" che apre con otto minuti di miscellanea, per poi passare a pezzi più placidi come "Masollan" o da colonna sonora da cinema d'autore ("Fake Fealty").
La scelta di inserire le percussioni, sicuramente ha dato una nuova direzione alla band, che però non tradisce nulla del suo passato. Si potrà quindi solo migliorare.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Western Vinyl




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