lunedì 6 maggio 2013

Crowding Out Effect – Young (Recensione)

Dopo aver suonato in lungo e in largo, la band dei Crowding Out Effect arriva al secondo Ep di carriera, Young, un quattro tracce che si tuffa senza indugio nel brit-pop degli anni Zero, ma non con quella spavalderia che è solita assaltare gli estimi brufolosi di qualche esuberante e finto spensierata band, ma con quell’accortezza mid-professionale che trasogna spettri cromatici di gamma, una di quelle formazioni che ha un impatto uditivo ricco di dolce tensione, che trova lo smalto giusto per brillare – al suo passaggio – tra le fantasmagorie di Franz Ferdinand e Arctic Monkeys e di tirarne fuori un midollo personalissimo come cristo comanda.

Tante sono le suggestioni che questo piccolo lavoro sbatte all’orecchio, tante le indiscutibili sincerità sonore che esprime in un contesto di pulsioni elettriche, ritmi declamati e indie mutante, tutto si lascia andare a brani dove la poetica abbraccia volentieri e con gusto l’urgenza scandita da una gioventù sonica – per adoperare una considerazione già fatta – che reclama accelerazioni e melodie “altre”, fintanto che una estetica si compone, regalandoci una bella riconferma ed una orecchiabilità avvolgente come poche; quattro tracce più una ghost Wait acoustic – nella quale trasale tutto il patema d’anima di un Thom Yorke tra le nevi Vedderiane di Into The Wild - che rubano tutta la nostra immaginazione, brani di hooks e strafottenza radiofonica che sbomballano una tracklist agitata ed immediata.

Quello che è certo che gli COE sembrano proprio una quintessenza di un profilo musicale da associare per momenti in cui si cerca carica, energia e un mordente gentile di bello, un lasciare intendere che rivela contorni caratterizzanti ed elettrici esuberanti e ben collocati nelle coordinate inglesi “Young” tra la scapigliatura dello scatto nervoso “Alone”, dentro l’epicità denudata dai fronzoli pop “Keep loving”o nei meandri del barocchismo Sixsteen che elogia “Broom”, poche cose per un “molto” da certificare e consigliare, un’evoluzione sonora di tutto rispetto, e che addirittura potrebbe recidere le radici underground per un qualcosa di molto più in alto, ma molto più in alto. Da far sposare con qualsiasi stereo!


Voto: ◆◆◆◆◆
Label: Autoproduzione

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