venerdì 28 giugno 2013

The Handsome Family – Wilderness (Recensione)

E’ quella instabile voglia di scorrazzare in lungo e in largo tra i quadranti della libertà che porta il nuovo disco dei The Handsome FamilyWilderness” ad impadronirsi di tutto quello che un orecchio gioca pur di non stare fermo nel medesimo posto dove alloggia anche il corpo. Dentro c’è tutta l’epopea dei cieli aperti e sconfinati, di quella polvere benedetta che ci si lascia dietro mentre si corre, fugge e sbraca incontro ad un qualcosa che sappiamo solo dentro di noi e che ce lo portiamo come un amuleto magico, un amuleto da stringere in mano forte.
Siamo al centro delle Strade Blu delle grande piazze della vita, siamo lungo i sentieri mai disegnati che ci conducono nella poesia rurale e “americana” di Cormac Mc Carthy e ai bordi degli sterrati Altmaniani dei profondi rimpianti old-stile che Brett e Rennie Sparks spalmano sulle curbe dolci di ballate senza tempo e anagrafe, dodici tratteggi di sole e luna che non fanno mai ombra se non quella di una malinconia per cose migliori o per non avere la voglia di cambiare: musica per cuori aperti e amori distanti, melodie “da viaggio” che istigano a sognare ad occhi aperti con la tracotanza dei bambini al loro primo percorso di vita, poi tex-mex, chitarre sliddate pacificamente, l’onirico traspeggio di un Hiatt che bazzica un po’ ovunque e Young che fa da contraltare e tutta la meraviglia del Mid-West dei campi di watermelon e mais a perdita d’occhio.
Folk e sospiri per un ascolto a presa rapida, un battere il piede a ritmo delle sdolcinate ballate “Lizard”, “Octopus”, il banjo squillante in “Woodpecker”, l’ubriacatura marcata e duettata  da vecchio west “Spider”, una raccolta di storie popolari e vecchie maledizioni da fattoria che ancora si rincorrono nelle notti dei ricordi di provincia,  antiche fole che si raccontano intorno a falò che fanno rabbrividire bimbi e sorridere anziani, ballate come “Frogs”, “Eels” o “Glow Worm” sono le esperienze sonore e color seppia che gli The Handsome Family, nella loro intatta poetica polverosa, ancora trasmettono con un fare sopra la storia contemporanea, fregandosene delle mode preferendo rimanere in una dimensione – la dimensione – delle cose vive e sonanti che più invecchiano e più prendono valore, come un vino  o  un gioiello di famiglia, vincendo sempre alla faccia di tutto e tutti. Grandi!

Voto: ◆◆◆
Label: Carrot Top Records

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