venerdì 6 settembre 2013

Joseph Arthur - The Ballad Of Boogie Christ (Recensione)

Tutto si può dire di Joseph Arthur ma non che stia con le mani in mano.
Joseph, cantautore ma anche pittore (sue molte delle copertine ed illustrazioni dei suoi dischi) proveniente da Akron Ohio, è un vulcano in continua attività.
Il suo primo introvabile Ep, Cut and Blind, è datato 1996 mentre è dell’anno successivo la sua prima prova sulla lunga distanza, Big City Secrets.
Tra questi 2 e la sua ultima opera sono passati altri 6 album, 10 EP e svariati singoli a suo nome, 2 CD con i Lonely Astronauts, 1 come Holding The Void, 1 altro come Fistful Of Mercy (trio dove si è unito a  Harrison jr. e Ben Harper) ed infine ancora come RNDM (progetto con Jeff Ament e Richard Stuverud).

Quanto a prolificità, non è secondo a nessuno, insomma.
Prolificità che spesso può portare ad una alternanza di risultati; ed infatti mentre gli album a suo nome si mantengono su livelli pregevoli (se dovessi suggerirne qualcuno, su tutti direi Come to Where I’m From, Our Shadows Will Remain e The Graduation Ceremony) non altrettanto si può dire degli altri progetti che, a parte l’eccellente As I Call You Down con i Fistful Of Mercy, non aggiungono nulla, casomai sottraggono qualcosa all’opera di Joseph.
Ma veniamo alla sua ultima opera, ultima per pochissimo tempo visto che viene presentata come il primo atto di una trilogia.
Il disco, il cui titolo, The Ballad of Boogie Christ, si candida alla palma come miglior titolo dell’anno, è, come dice lo stesso artista, un concept ispirato alla sua vita, registrato grazie alla campagna di raccolta fondi per la quale Joseph ha messo in vendita numerosi cimeli della sua vita artistica (CD, vinili e dipinti autografati).
Lascia un po’ spiazzati, soprattutto i “vecchi” fans, la ricercatezza e la “sofisticatezza”degli arrangiamenti, con fiati, cori gospel oppure la voce da crooner, di cui "The Currency of Love", posta  in apertura ne è l’esempio più eclatante.


Anche gli altri brani risentono di una sovrapproduzione voluta dallo stesso autore che farà storcere il naso ai die-hard fans anche se poi, brani come "Wait For Your Lights" (quasi un outtake da The Graduation Ceremony) o la rivisitazione di "I Miss The Zoo", già presente nel precedente Redemption City, e ancora Still Life Honey Rose e Famous Friends Along The Coast si ricollegano al più classico suono del nostro.


Come già nei dischi precedenti, ritroviamo quel misticismo visionario e religioso di Joseph che pervade il disco e che non è una novità se si pensa ai versi di alcuni brani, come "In The Sun (“may God’s love be with you, always”) oppure ai titoli di alcuni dei suoi album (Redemption’s Son oppure Redemption City).
Qui si parla di un "Boogie Christ" molto “terreno” che farebbe sesso e mangerebbe una pizza “Christ would have sex / Christ would eat pizza” (The Ballad of Boogie Christ) ma anche di un Signore che è l’unico in cui credere  “I have no one to trust / but the Lord up above” ("The Currency of Love"). E si continua con la ricerca di un santo della musica e dell’amore gli unici che possono salvarlo “I need the saint of music / I need the saint of love / Only they can save me / reaching out for you” ("The Saint Of The Impossible Causes") mentre ci ricorda che riusciva a camminare sull’acqua essendo il re dei re “I used to know how to walk on water / a king of kings they knew me well” ("I Used to Know How To Walk On Water").

Tra i musicisti che accompagnano Joseph troviamo Ben Harper ai cori e slide in un paio di brani, Joan Wasser (aka Joan as a Policewoman) ai cori e violino ed anche Juliette Lewis.
In definitiva, nessuna "In The Sun" o "Honey And The Moon" o ancora "Devil's Broom" da queste parti, ma pur non raggiungendo le vette citate precedentemente, un ottimo disco che potremo alternare nel nostro lettore con le sue opere migliori.
Ed ora aspettiamo gli altri "atti" e, soprattutto, gustiamoci le versioni live di queste canzoni visto che Joseph sarà in tournee in Italia nel periodo di Halloween per 3 date (30 ottobre San Benedetto Del Tronto, 31 Fontanellato, Parma e 1 Novembre Brescia).


Voto: ◆◆◆◇◇
Etichetta: Real World/Lonely Astronaut Records

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