lunedì 23 settembre 2013

Lolaplay - La città del niente (Recensione)

Premessa en pendant con l'artwork del disco, secondo lavoro della band: del maiale non si butta via niente, ci ricavi un po' di tutto, quello che ti pare: le cotiche da mangiare coi faglioli, il filetto da fare in crosta, setole per pennelli.

Da “La città del niente” non è facilissimo capire cosa si può ricavare di preciso. Nell'immediato l'ascolto dell'album è godibile per energia e piglio istintuale, e ce n'è anche per gli amanti di genuine ballate di classico rock nostrano senza troppi fronzoli o sperimentazioni (in particolare, "Musa" e "L'antidoto"). E tuttavia, l'impressione che resta in testa alla fine del disco è quella di un disegno abbozzato su un pezzettaccio di carta spallottolato dopo un giro di centrifuga nei pantaloni, vuoi per gli inserti elettronici non sempre del tutto in assetto, vuoi ancor di più per qualche colpo di sonno sul fronte lirico. Cosicché, se il lavoro si apre in "La città del niente" con un sanissimo proclama di intenti antagonisti della serie “questa città è un giardino che vive solamente di istrionici cliché”, poi però qua e là si scivola su qualche istrionico cliché – per l'appunto - di troppo (“questa città è puttana, sembra che ti dia e invece lei prende”). L'ironia del brano a seguire "Non comprate questo disco", costruita su di un ritmo tiratissimo e sull'iterazione ossessiva di “dovreste” e pseudo-consigli al negativo (“dovreste scriver più canzoni d'amore, dovreste abbassare tutto il volume, dovreste essere meno offensivi, dovreste anche fare meno i cretini, dovreste suonare molte più cover, dovreste usare molte più scale, dovreste essere molto più blues, molto più jazz, molto più funky, dovreste essere molto più belli per la tv e per la radio italiana, dovreste anche imparare a ballare ed aver più rispetto per gli amici di amici”) si dà la proverbiale zappa sui piedi in finale di partita con un goffo “non comprate questo disco e non ascoltate i Lolaplay!, ucciderete anche voi la buona musica”; il tutto al termine di una raffica di mitra sulla Croce Rossa: “dovreste amare tutte le Lollipop che han venduto molto più di voi, dovreste portare indietro il bacino e non rinunciare al Capitan Uncino”. 
 
È un peccato che il disco butti tempo e spazio su salotti televisivi e poracciate varie, perché in altri episodi i Lolaplay sanno essere nettamente più convincenti (Fantasma su tutti).
Restiamo fiduciosi in attesa di prove future più caratterizzanti e meno discontinue.


Voto : ◆◆◇◇◇
Label : GodZ


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