giovedì 9 aprile 2015

Ronin - Adagio Furioso (Recensione)

I Ronin tornano due anni e mezzo dopo Fenice, questa volta però Adagio Furioso: un rock strumentale mutevole e caldo, la descrizione di ciò che ci circonda per mezzo di chitarre cristalline e fluide.
Una band che sin dagli esordi nel lontano 1999 dimostra le proprie capacità, propone un disco decisamente omogeneo: ogni traccia gioca un ruolo importante senza però prevaricare sull'altra, mantenendo sempre alto il livello del disco, evitando quindi di emergere pericolosamente.

"Far Out" è resa straordinariamente interessante dalla voce di Francesca Amati, co-autrice del brano insieme all'ex chitarrista Nicola Ratti, alle prese con una personale interpretazione canora in grado di fornire al brano un non so che di internazionale. Ma è "Ravenna" la vincitrice del concorso "la più bella del disco": qualcosa mi ricorda la soundtrack di Pulp Fiction. Non a caso parliamo di una band che ha sempre dimostrato una certa attitudine cinefila, un amore nei confronti del Cinema d'autore.

Il tutto si svolge descrivendo una quiete quasi innaturale, dinamica e robusta: impossibile rimanere immobili dinanzi un ritmo trascinante e fedele alle sonorità rock d'oltreoceano. E bene si: di italiano c'è ben poco, sarà per questo motivo che non scalerà mai una classifica del nostro Paese. Quel che interessa a noi però è la validità di un prodotto che rimane sulle sue, senza strafare, evitando voli pindarici e virtuosismi vari.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Santeria /Tannen

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