mercoledì 4 maggio 2011

Lilies on Mars - Wish You Were A Pony (Recensione)

Al secondo album le Lilies On Mars, hanno preso definitivamente le redini del loro progetto, consolidandolo all'interno di un genere (spaziando tra shoegaze, dream pop, folk) con un sound rivisitato in modo del tutto personale, caratterizzante e riconoscibile. “Wish You Were a Pony” è un album di canzoni memorabili, dolci ed emozionanti. Un lavoro decisamente delizioso, piacevole e da gustare con calma dall'inizio alla fine. A dar grinta, il largo uso di chitarre graffianti e non più solo dilatate. La componente eterea, sognante e giocosa del duo, (ora trio con l'ingresso di Matthew Parker), appare sincera e idilliaca nel raccontare storie attraverso sensazioni, umori e amori. Come una scatola cinese, nella quale, una dentro l'altra, percorsi, sensazioni e atmosfere si incastrano alla perfezione. In lontananza è possibile avvertire anche gli echi di certa wave. Un percorso intenso, ipnotico. Si parte da “Retro”, si scivola attraverso i densi vortici di “Crabs” e si giunge in men che non si dica ad “Acquarium's Key”, la traccia che aveva anticipato l'uscita di questo disco già da alcuni mesi che nuota verso l'Islanda dei Mum. Il singolo riassume perfettamente lo stile delle Lilies: caldo, avvolgente e trasognante, ma carico di energia, grazie anche all'ottimo drumming di Matthew. In “Lost Cause” si mostrano i muscoli e aggredisce con i fuzz di chitarra. La leggiadra ninna nanna di “I'm Confused It's True” ci accompagna in vortici eterei, in equilibrio come su una fune, tra la realtà e il mondo dei sogni. Si torna all'italico idioma delle origini con “La Mattina Prima di Andare a Letto”, il quale titolo rende già bene l'idea delle impressioni suscitate. Come quando dopo una festa o un concerto si torna a casa la mattina, pronti a gettarsi tra le lenzuola, una caduta di lucidità portata dalla spossatezza di fine serata, mista ad un'euforia quasi febbrile, che come un rampicante, avvolge in una morsa delicata e rilassante. “SU” ci solleva come bolle che lentamente salgono verso la superficie di abissi shoegaze. Ci si rituffa nell'acqua (tematica ricorrente di “Wish You Were a Pony”) con “Hiding Under Water”, anch'essa debitrice di certe sonorità islandesi, una traccia che ci accompagna corale e rilassata verso la parte finale dell'album. I toni si fanno più cupi, la nebbia sale e avvolge le nostre coscienze in “Panic Awakening”che prima della fine ci rigira più volte nel letto, facendo salire l'agitazione nell'attesa di riaprire gli occhi. “Angry Lullaby” a testa bassa sui nostri piedi, ci porta alla conclusione di un viaggio meraviglioso, velato da dolcezza, malinconia, energia onirica e trasognate delicatezza. I “Gigli” fioriti su Marte, riapprodano sul nostro pianeta e mettono radici su un terreno più fertile che mai, senza mai annoiare e intrattenendo in modo genuino, andando a sfiorare per intero lo spettro delle emozioni umane. E noi siamo più che felici di cogliere questi fiori alieni.

Label: Elsewhere factory

Voto:

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