mercoledì 14 novembre 2012

The Charlestones - Off The Beat (Recensione)

Ce la mettono tutta questi The Charlestones, “inglesi” di Tolmezzo, per farci dimenticare di essere in Italia con gli orecchi tesi, e quasi quasi il trabocchetto riesce a meraviglia, infatti la schermatura sonora e vocale del quartetto non ha nulla a che vedere con le solite formazioni vaganti che vogliono far credere di avere passaporti e permessi per volare virtualmente oltre cortina, loro hanno l’occorrente per “camaleontizzare” gli ascolti in ragion veduta, praticano il beat e le curve dolci del brit-pop & co. come solo lassù sanno fare ed in questo secondo lavoro “Off the beat”, danno disdetta alle limitazioni stilistiche per espandere il loro sentimento in avventure elettriche che sorvolano anche certi anni Sessanta americani, e lo fanno con una maturità intensa che poi corrisponde a questo bello slancio discografico.

Un disco di immediata accessibilità, e che ad un ascolto attento rivela una formazione dotata – sebbene una serie di mood presi in prestito come base dalla storia – di una personalissima cifra stilistica che non fa concessioni modaiole piuttosto alle piacevolezze delle forme ritmiche e fresche, alle suggestioni degli ottimi arrangiamenti e in quei spritz radiofonici che arrivano dalla titletrack, “She was a firework” e nella californiana “The clue”; la pacatezza e la riflessione arrivano in secondo tempo, non per snaturane l’attitudine o le rotondità retoriche, ma per titolare quegli stupendi balzi d’umore e di esaltazione che pezzi come la Blureiana “Energy”, la fischiettante slogatura di “Eager beaver” che ricorda i Dodgy più scansonati o le vetrate opache che fanno da coreografia alla stupenda ballata low-psichedelica “(standing in) The prime of life” rilasciano in goduria.

I The Charlestones flirtano con memorabilie più o meno amministranti di eredità sonora, sanno gestire, ravvivare ed entusiasmare il grigiore generale che satellita intorno, hanno la classe e la marpionaggine di inossidabili maestri “spirituali” dei quali ne riproducono a loro modo la linfa e la forza tra le più scintillanti oggi in circolazione.
Da tenere sott’occhio, ne vale veramente la pena.

Voto: ◆◆◆
Label: Moscow

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