mercoledì 30 gennaio 2013

Ornaments - Pneumologic (Recensione)

Già autori di due demo è arrivato per gli Ornaments il momento di fare il passo decisivo verso il vero e proprio esordio discografico. Licenziato dalla Tannen Records (e, in vinile, da una collaborazione tra un fottio di etichette) questo Pneumologic è un disco quasi prettamente strumentale, omaggiato in due pezzi dalle voci di Silvia Donati (“Breath”) e Tommy dei Concrete (“L'Ora Del Corpo Spaccato”), entrambi utilissimi a dare il loro tocco a quelli che sono forse i due brani più particolari all'interno di un'opera che mantiene per gran parte della sua lunghezza una invidiabile coerenza stilistica.
6 brani (“Spirit” può considerarsi a tutti gli effetti una breve introduzione soft alla violenza sonora iniziale de “L'Ora Del Corpo Spaccato”) per quasi un'ora di musica: gli Ornaments si prendono i loro spazi, ma quasi mai i tempi dilatati di questi brani pesano nelle orecchie dell'ascoltatore, portato in un viaggio cupo ma non ossessivo che riecheggia di atmosfere fra i Russian Circles e gli Ufomammut. Dei primi sembrano debitrici la barocca “Aer” e soprattutto la successiva “Galeno”, lento dipanarsi di un'atmosfera creata ad hoc da chitarre malinconiche e batteria da parata in sottofondo che giunge al suo momento topico con un'esplosione sonora azzeccatissima e convincente, dei secondi resta un'impressione di potenza sonora qua e là per il disco, come nella parte iniziale del brano di apertura “Pulse”, ed un involontario omaggio nella parte di synth introduttiva della delicatissima “Breath”: il fatto che la leggiadra voce di Silvia venga coperta dalle distorsioni nel finale non è un difetto ma amplifica anzi la potenza evocata dagli strumenti nella conclusione del brano. Se i debiti creativi ci sono (per quanto ne so gli Ornaments potrebbero non aver mai sentito nominare prima né i Russian Circles né gli Ufomammut) questi non ledono minimamente la personalità della band, perfettamente rappresentata dal brano migliore del lotto “Pneuma”: introdotto da un riff di chitarra che fa molto disagio post-grunge, il pezzo si dilata lungo 10 abbondanti minuti di riff esplosivi, arpeggi melodiosamente cupi e rallentamenti granitici, incastonati alla perfezione. Se un difetto lo si vuol trovare questo arriva nel finale: “L'Ora Del Corpo Spaccato” stupisce con l'approccio allo screamo, merito delle urla su testo da disagio ma è quando ritorna sul terreno dilatato più consono alla band che il brano perde di mordente, colpa di una progressione più minimale che non convince appieno.

Sono pochi i gruppi che riescono a far mantenere all'ascoltatore viva l'attenzione per tutti i minuti di un'opera lunga e sfaccettata come questo Pneumologic: gli Ornaments ci riescono appieno, e qualche minimo difetto non toglie minimamente valore a questo risultato assolutamente lodevole. Almeno musicalmente posso dire che questo anno inizia veramente bene.


Voto: ◆◆◆
Label: Tannen Records




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