mercoledì 24 aprile 2013

Edible Woman - Nation (Recensione)

Quattro album ed un suono in continua evoluzione quello degli Edible Woman, band italiana dal sound che più internazionale non si può e che, non per niente, vede questo Nation distribuito in Europa dalla Rough Trade. Un bel colpo per il trio, che in questo nuovo episodio della propria carriera esplora sonorità cupe ed introspettive riconducibili perlopiù al post punk.

Non è con simili intenti che si apre però il disco, visto che l'ossessiva “Heavy Skull” ha più a che spartire con un math rock alleggerito nelle sonorità ma non nei claustrofobici effetti, acuiti da un giro di chitarra incessante in sottofondo. Il post punk comincia a farsi veramente sentire con l'accelerata decisa di “A Hate Supreme”, a cui il piano regala una personalità ben definita, e nella fase iniziale della successiva “Cancer”, un pezzo che vedrei bene adagiato sulla scena iniziale del Drive di Nicolas Winding Refn, complice un andamento mutevole che la fa impazzire in un parossistico tripudio di fuzz dopo un paio di minuti per poi ritornare pian piano verso l'asciutto ed intenso incipit a base di cassa, synth e radi accordi di chitarra. Sono questi, assieme alla cupissima title track, gli episodi in cui il fantasma dei Joy Division si fa sentire in maniera più netta, mentre nel resto dei brani c'è solo qualche traccia di questo ingombrante paragone, particolarmente nel cantato. Perchè il resto fa invece di tutto per mischiare le carte, contaminando queste suggestioni a volte con echi noise (“Psychic Surgery”, piagata da un basso troppo pulito per risultare ben amalgamato col resto degli strumenti) ed altre con suggestioni psycho-folk (la doppietta conclusiva “The Action Whirlpool”-”Will”), riuscendo in qualche caso a stupire, come ad esempio nella marziale “Call Of The West/Black Merda”, ma donando al disco nella sua interezza un aura di incompiuto, come se il percorso sonoro sia un esperimento in corso d'opera.

Ha sicuramente il suo fascino Nation, ma il cartello lavori in corso appare davanti agli occhi dell'ascoltatore mentre si gode le 10 tracce del disco. La ricerca sonora degli Edible Woman va così avanti per la sua strada, incurante di passaggi a vuoto probabilmente necessari per la vita stessa di una band che dimostra di avere ottime idee ma che lancia il cuore oltre l'ostacolo forse troppo in fretta.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Santeria/Audioglobe/Rough Trade


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