martedì 17 settembre 2013

Green like July - Build a fire (Recensione)

Immaginate di chiudere per un attimo gli occhi.
E di escludere dal campo visivo il disordine compulsivo della vostra cameretta da rockers. 
Immaginate il verde, tanto verde intorno... con le gocce di rugiada, il cielo nuvoloso e tutto il resto: un contesto che si addice perfettamente al nuovo lavoro dei Green like July

In uscita il 17 settembre per La Tempesta International, Build a fire è un piccolo capolavoro che mescola sapientemente la sua vena retrò con divagazioni pop italiano anni 60, un sapore di country acustico americano e celestiali armonie degne dei Beatles degli anni migliori. Dolce, fresco, palpitante come il cuore di un bambino, di un'innocenza che lascia incantati e ci trasporta in una dimensione irreale. Registrato in Nebraska nello studio dei Bright Eyes con il produttore A. J. Mogis e gli arrangiamenti di Enrico Gabrielli, il disco può vantare anche di altre prestigiose collaborazioni come le chitarre di Mike Mogis (dei Bright Eyes appunto) in Tonight's the night e la voce di Jake Bellows (Neva Dinova). Le tracce sono nove ed esplorano con candore uno spazio siderale pieno di romanticismo, nostalgia e un velo di tristezza: una specie di fiaba per mettere a letto anche i bambini più grandi e una ninnananna per i grandi che dentro sono ancora bambini. C'è dentro un po' di John Denver, di Rolling Stones in pieno Let it bleed (in Borrowed times per la precisione), del Ben Harper di Diamonds on the inside e Credence Clearwater revival, tutto impastato con mani fatate in un magico pop acustico che sa di magia e meraviglie. 

Probabilmente non sarà la novità dell'anno, ma col suo suono suono vintage, morbido e scintillante Build a fire riuscirà di certo a strapparvi una qualche emozione da quell'animo ingrigito che tanto vi vantate di avere. Pace.


Voto: ◆◆◆◆◇
Label: La Tempesta International



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