martedì 11 febbraio 2014

The Zen Circus - Canzoni Contro la Natura (Recensione)

Andrea Appino è gli Zen Circus e gli Zen Circus sono Andrea Appino. La conferma definitiva è l'ultimo lavoro di questa band ormai all'apice del successo nazionale: Canzoni contro la natura. Certo, non possiamo dire che i contenuti del disco siano una novità assoluta, ma l'attenzione a come questi vengono presentati è sensibilmente aumentata. Appino, dopo l'esperienza solista de Il Testamento, si conferma in un periodo creativo a dir poco dorato, specialmente quando si trova di nuovo ad affrontare i soliti temi, lo fa con una sfacciata cattiveria, a metà strada tra la poesia e la satira politica e sociale. Lo dimostrano tracce come "Viva e Postumia", cariche della solita rabbia celata dietro un velo di sottile ironia e degna dei migliori cantautori. "Albero di Tiglio" è in assoluto il miglior pezzo del disco e probabilmente forse uno dei testi più impegnativi con i quali si sia mai cimentato Appino, capace di far diventare Dio un albero e di smontare a suo modo e con filosofia, una bugia eterna della stirpe umana. A tratti possiamo ascoltare echi evidentissimi di De Andrè, come ne "L'Anarchico e il generale", una sorta di "Il pescatore" del terzo millennio, e nelle sfumature astratte e oscure della bellissima "Dalì". Insomma ancora una volta Appino e gli Zen Circus ci regalano un disco che è la fotografia quasi perfetta di un età, di un momento storico particolare, senz'altro con abile strategia e disinvoltura. La certezza è che la formula vincente non si sia ancora esaurita del tutto e che anche Canzoni contro la natura sarà un successone che verrà portato a spasso per tutto il paese che sembra una scarpa.

Voto: ◆◆◆
Label: La Tempesta Dischi

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