martedì 18 novembre 2014

Emiliano Mazzoni - Cosa Ti Sciupa (Recensione)

Nell'anno di grazia 2009 mi ritrovai con in mano un cd della madonna. Era Alcool Juke Box dei Comedi Club, un album che ricordava il folgorante esordio del Teatro Degli Orrori mettendoci più bizzarria sonora, fra testi allucinati e cantate a cappella. Adoravo quel gruppo, uno delle tante band rimaste chissà perchè incomprese nonostante anche dei successi mica da ridere (la vittoria di Rock Targato Italia tanto per dire). A che pro racconto tutto questo? Perchè, a distanza di 5 anni ed in maniera del tutto casuale, riesco attraverso questo Cosa Ti Sciupa a riavvicinarmi musicalmente al leader di quella band, il qui presente Emiliano Mazzoni.
Vorrei parlare di questo disco snocciolando con dimestichezza rassomiglianze con questo o quel cantautore della tradizione italiana, perchè è questo il percorso artistico intrapreso dall'artista modenese già dal precedente Ballo Sul Posto, ma la verità è che a parte pochi fondamentali io della suddetta tradizione non so una beneamata minchia. Se un paragone volete al massimo ve lo posso trovare contemporaneo, ed è col poliedrico ex Mariposa Alessandro Fiori, con cui condivide un gusto eccentrico che emerge soprattutto nelle allegre disavventure amorose di “Non Lasciarmi Qui” e nell'ironico ed allo stesso tempo struggente racconto, quasi esclusivamente accompagnato dal piano, di una storia che, fra colazioni a letto con merendine di merda ed ammissioni di inutilità, porta alla consapevolezza che quanto di tenero poteva esserci in un rapporto se ne è volato via: e allora, come dice il titolo, “Ciao Tenerezza”.
Il piano è il grande protagonista di tutto l'album, quasi in solitaria nei pezzi più intensi e malinconici ed accompagnato invece da un ensemble di strumenti che fanno aleggiare una patina leggermente rock negli altri, insieme ad una voce magnetica piena di personalità. L'inizio, subito dopo la splendida “Canzone Di Bellezza” che vi invito caldamente ad ascoltare qua sotto (ed in cui appare, fra i vari ospiti, l'ex sodale nei Comedi Club Mirko Zanni), ci mette in realtà un po' a carburare: “Ma Perchè Te Ne Vai” soffre per un andazzo con pochi soprassalti che la voce riesce solo in parte a rivalutare, la notturna “Diva” è forse l'unico pezzo dove è proprio la voce a difettare per troppa forzata estrosità (unitamente ad un testo poco convincente) e le fosche tinte di “Un'Altra Fuga” convincono solo a tratti. Peccati veniali da lì in avanti accantonati grazie a perle come “Ragazza Aria”, vera e propria poesia in musica (e come si può dire altrimenti di un testo che recita ad un certo punto “Guardando le mia braccia compresi, i polsi e le mani non bastano per strapparla dall'aria e stringerla a me/ con rapidi calcoli scopro che sono più simile a un sasso che a te”) vocalmente recitata alla perfezione ed avvalorata da un arrangiamento che, lasciando spazio aperto al piano per la maggior parte del tempo, fa saltar fuori gli altri strumenti al momento giusto, compresa l'armonica che dona intensità alle note finali. Non certo il solo pezzo degno di menzione: la malinconia ammanta un finale esclusivamente pianistico con la struggente ed illusoria speranza di “Tornerà La Felicità” e la tristezza della guerra e di ciò che toglie dell'intensa “Non Rivedrò Più Nessuno”, venature da saloon si insinuano invece in “Hey Boy” (e, particolarmente grazie alla chitarra, anche nella meno efficace “Nell'Aria C'Era Un Forte Odore”), surreale favola priva di un lieto fine ma che consola comunque con le sue note e con la consapevolezza finale che “tutti quanti nelle sue avventure/ scacciavano con il coraggio le paure”.
Un disco pieno di pathos, vario nelle sue atmosfere ed efficace in ognuna di esse: Cosa Ti Sciupa forse non funziona come un perfetto meccanismo dall'inizio alla fine ma di questa discontinuità ne fa un pregio ed un vanto, raggiungendo momenti di rara intensità in più punti e graziato da testi perlopiù di altissimo livello. Fa piacere vedere Emiliano Mazzoni in così splendida forma, seppure in tutt'altra veste, perchè credevo in lui già 5 anni fa e questo album è la dimostrazione suonante che qualche volta c'azzecco anche io.

Voto: ◆◆
Label: Gutenberg Music


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